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Sailingnoregrets

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A favourite fly fishing spot in the Canadian Rockies and a special fish…

johnfraserswildlife

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georgeguidereview

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Préparation de notre voilier Vif d'or pour la saison de navigation 2023. Parking chez USHIP Bleu Marine Dunkerque en Hauts de France. Cette vidéo montre le travail sur la coque du voilier après son nettoyage au jet haute pression. Il convient de gratter la coque du voilier, à la flottaison et de gratter toutes les imperfections. A ce grattage de la coque du voilier succède un ponçage manuel à la cale. Ici au 80 à l'eau. Rinçage abondant est obligatoire. Préparer le marin à être bien trempé. Une préparation plus longue donne un meilleur résultat. Ici ce travail de grattage et de ponçage a été effectué en une journée. Notre voilier est un A35. Il est utilisé en école de voile, en sessions loisir ou sportives. Ce type de voilier course croisière est idéal pour l'apprentissage et le loisir. Parce que évolutif et rapide notre voilier procure énormément de plaisir à la clientèle. Voilier de 35 pieds au franc bord important notre voilier est aussi très confortable. Son plan de pont étudié pour l'efficacité dans les manœuvres en régate en fait aussi un plan de pont idéal pour les sessions plus tranquilles, entre amis ou en famille. @clubcroisierealidade

clubcroisierealidade

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35noeuds42

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Siamo a Roseau, Dominica. Visitiamo questo paesino caratteristico e subito ci sentiamo avvolti dalla realtà locale a 360 gradi. Strade asfaltate, palazzi fatiscenti, anziani locali che assomigliano moltissimo a Bob Marley. Una volta ho letto che l’indice di salute di un luogo si misura dalla presenza di cani randagi. Qui è pieno, e guardandoci intorno è facile a trovare corrispondenze con Roseau. Ogni volta che visitiamo una cittadina dei Caraibi ci chiediamo di cosa vivano, se di turismo o di cos’altro. Immaginiamo un livello di povertà elevato (a suggerircelo la spazzatura per la strada, animali randagi, automobili degli anni 90, gli articoli nei negozi,…) e pensiamo a quelle persone nate qui, costrette a tollerare fiotte di turisti con i cappelli di paglia e la pelle bianca come il latte, come compromesso per racimolare qualche dollaro ogni giorno. Li guardo da lontano con curiosità e un po’ di timore. Vorrei dirgli che io sono diversa, che vorrei sentirmi parte di quella comunità per capirla fino in fondo, che vorrei sapere tutto sulla loro vita, tipo fa freddo di notte a luglio? Come funzionano le cose lí? Ci si sposa e si figlia o si figlia e ci si sposa? C’è una società patriarcale? Perché tutti tengono i capelli lunghi? Si beve il caffè in moka? Perché camminano tutti scalzi? Perché perché perché? Ma continuo a camminare, guardando con la coda dell’occhio angoli privati e assolutamente normali, proprio quelli che mi interessano di più. Questo viaggio serve proprio a questo d’altronde. Continuare a camminare. Osservare e camminare. Sperando un giorno o l’altro, di capirci qualcosa. Un po’ come la vita, no? Camilla

andreaecamilla

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