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Our new friend Solo guides us on a hike barefoot through the island to a place where generations of families have come to enjoy these delicious nuts called Maje. The PNG pigeon eats the flesh while the hard outer encasing is left for us to try to crack open with a rock to get to the reward inside. Watch full video ☞ https://www.youtube.com/watch?v=cditdabOQaE&t=1s Places: Sudest Island, Louisiades Archipelago, Papua New Guinea Buy us a coffee ☞ https://buymeacoffee.com/onceuponareef Or Send us a gift ☞ https://throne.com/onceuponareef Follow us: ✔INSTAGRAM: @onceuponareef & @wheres.poppy ✔PATREON ☞ https://www.patreon.com/c/onceuponareef Poppy's YouTube Channel ☞ https://www.youtube.com/wherespoppy 📧 BUSINESS INQUIRIES - onceuponareef@protonmail.com Hey there, we’re Ryan and Poppy, a couple of adventure junkie sailors out to explore the most amazing reefs and islands in the world. We hope by documenting everything this lifestyle encompasses, we will inspire, raise awareness and support on going research to do our part in protecting these natural life systems. Subscribe if you’re on board! #onceuponareef #papuanewguinea #thelouisiades
Siamo a Roseau, Dominica. Visitiamo questo paesino caratteristico e subito ci sentiamo avvolti dalla realtà locale a 360 gradi. Strade asfaltate, palazzi fatiscenti, anziani locali che assomigliano moltissimo a Bob Marley. Una volta ho letto che l’indice di salute di un luogo si misura dalla presenza di cani randagi. Qui è pieno, e guardandoci intorno è facile a trovare corrispondenze con Roseau. Ogni volta che visitiamo una cittadina dei Caraibi ci chiediamo di cosa vivano, se di turismo o di cos’altro. Immaginiamo un livello di povertà elevato (a suggerircelo la spazzatura per la strada, animali randagi, automobili degli anni 90, gli articoli nei negozi,…) e pensiamo a quelle persone nate qui, costrette a tollerare fiotte di turisti con i cappelli di paglia e la pelle bianca come il latte, come compromesso per racimolare qualche dollaro ogni giorno. Li guardo da lontano con curiosità e un po’ di timore. Vorrei dirgli che io sono diversa, che vorrei sentirmi parte di quella comunità per capirla fino in fondo, che vorrei sapere tutto sulla loro vita, tipo fa freddo di notte a luglio? Come funzionano le cose lí? Ci si sposa e si figlia o si figlia e ci si sposa? C’è una società patriarcale? Perché tutti tengono i capelli lunghi? Si beve il caffè in moka? Perché camminano tutti scalzi? Perché perché perché? Ma continuo a camminare, guardando con la coda dell’occhio angoli privati e assolutamente normali, proprio quelli che mi interessano di più. Questo viaggio serve proprio a questo d’altronde. Continuare a camminare. Osservare e camminare. Sperando un giorno o l’altro, di capirci qualcosa. Un po’ come la vita, no? Camilla