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Sono 198 giorni che abbiamo mollato gli ormeggi da un pontile conosciuto per immergerci h24 in mari inesplorati. Sempre nuovi, mai ribattuti. Non ancora, almeno. Abbiamo superato la metà di questo viaggio (oltre 7.000 miglia) e comunque solchiamo sempre acque sconosciute. Mi riferisco alla vita in barca ma anche alla vita in barca insieme ad Andrea. Vivere in un ambiente come questo ti costringe a lavorare profondamente su te stesso, e non mi riferisco agli spazi stretti. Sei obbligato, letteralmente, a lavorare sulla tolleranza, sull’ordine, sul dialogo. Sulla pazienza. Prima di tutto con te stesso, in secondo luogo con l’altra persona, perché non può esistere dialogo se noi per primi non siamo in grado di comunicare alle orecchie più testarde di tutte, le nostre. A rinfrescare questi pensieri vi è incorniciato un mare così azzurro che sembra di trovarsi in piscina. Due passi in spiaggia, poi pranzetto colorato (dove ci sono verdure colorate giungono vitamine e nutrienti diversi). A concludere la giornata un pontile deserto, che porta ancora le centinaia di impronte di altrettanti turisti, ormai andati. Di giorno la spiaggia è di tutti, di sera il tramonto appartiene a noi, solitari in questa baia selvaggia, pittori verbali di un viaggio sconfinato. Camilla
Oggi partiamo teoricamente con poche miglia da fare, che però diventano qualcosa di più per i bordi che facciamo per evitare il vento sul naso. Le onde sono corte e ogni tanto ne arriva una che si infrange dritta dritta sulla nostra prua, generando rumori esagerati. La domenica passa nelle pulizie profonde, perché a breve su Julia saliranno amici e parenti e vogliamo presentarla bella pulita e profumata 😌👌 Ancoriamo di fronte alla spiaggia di Baccu Mandara, riparata a est/sudest, direzione da cui in questi giorni è previsto ventone. Poche barche, acqua straordinaria, pomeriggio speciale. Allenamento, barbiere delivery, filmetto. Poi la tragedia. Non va più la pompa dell’acqua. Tra tutte le disgrazie, quella dell’acqua è la peggiore subito dopo quelle della sopravvivenza. Niente acqua significa niente docce, lavarsi le mani, i denti, lavare i piatti (Noi non abbiamo più una pompetta a pedale). È un disagio che abbiamo già vissuto nel 2021 e ci è rimasto bene impresso nella mente. Subito a bordo si avvia una riunione fuori programma: Qual è l’origine del problema? Cosa possiamo fare? Quale filo usare? Poi l’illuminazione. Perché non colleghiamo la pompa dell’acqua direttamente all’uscita ausiliare del regolatore di carica dei pannelli solari (intercettabile con un interruttore)? Così facciamo. Un (orrendo) filo che attraversa la dinette porta nuova elettricità e la pompa torna in vita. Che sollievo! Riparazione di fortuna, ma almeno abbiamo di nuovo l’acqua corrente. A causa del vento dei prossimi giorni, rimarremo qui fino a mercoledì/giovedi, al massimo ci spostiamo a villasimius. Dopodiché: Trapani! 📍 A domani Camilla