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Calção Crio
Tunisia bound aboard our sailboat Kaia 🇹🇳 ⛵️ Waiting for the right weather window, we consider factors such as wind patterns and sea states to ensure a safe and enjoyable journey. As we set off from Sardinia, we bid farewell to it’s stunning coastline dotted with rugged cliffs and azure waters. We sail southward, into the immense open sea, with only the sound of the wind and waves for company. 48hours of non-stop sailing lays ahead! Navigating the Mediterranean waters requires careful navigation and seamanship. We keep a lookout for other vessels as we sail under the moonlight. It’s difficult to explain the feeling of freedom as our boat glides through the endless expanse of blue. We approach the coastline of Tunisia, marvelling at the sight of the ancient ruins and bustling ports. After two days of sailing, arriving in Monastir marks the culmination of our voyage (our longest sail yet). We dock the boat and can’t wait to step ashore and discover the rich and vibrant culture of Tunisian culture, our new home for the next few months! Follow our adventures on Insta, Facebook and YouTube - SAILING CAT KAIA With: @sailing_cat_kaia @vikaspiritualmentor @satkaratemple @byoceanandearth #sailing #yacht #sailingstagram #sailingtrip #sailingaway #sailinglovers #sailinglife #sailingday #sailingboat #nightsail #sailing #sailingworld #sailingboats #sailingadventure #sailinglifestyle #sailinginstagram #sailaway #bylandandsea #travel #wanderlust #nature #adventure #boatlife #sailingday #lagoon440 #lagooncatamaran #pug #borderterrier #sardinia #cagliari #tunisia #monastir
Tiriamo su l’ancora verso le 7:30. La giornata inizia con un piovasco leggero. Superate le gocce del mattino, sale il vento. Un pezzo di Genoa e subito corriamo a 6 nodi. Tutto procede tranquillo. Oggi più che mai il concetto “più vento meno tela” ci permette di condurre una navigazione tranquilla. 30 nodi di bolina, un fazzoletto di Genoa e la velocità di 5,5 nodi ci permette di non sdraiare la barca, anzi di svolgere una navigazione rilassata e serena. Si avvicina il momento dell’ormeggio a le marin. E qui si apre la riflessione del giorno. Ormeggio da quando sono ragazzino, molto prima di prendere la patente. In varie condizioni, dalle più impegnative alle più rilassate. Julia non ha l’elica di prua e questo non ha mai rappresentato un problema nè ne ho mai percepito il desiderio. Oggi mentre ci avviciniamo al porto guardo l’anemometro: 20/24 nodi. Sempre 20/24 nodi. Non scende. Speriamo in un posto barca che abbia vento in poppa, penso. Arriviamo, arriva il gommone che ci indica il posto barca. Completamente al traverso. Vento a 90gradi da sinistra. Qui l’ormeggio si fa di poppa, con corpomorto preso da una boa a prua. Quindi facendo retromarcia per entrare nel posto barca bisogna essere anche precisi nel non prendere la trappa nell’elica (essendo le boe molto ravvicinate). Do retromarcia, la barca prende velocità. Diventa manovrabile con facilità, entro tra le boe. Qui arrivano i 20 soliti nodi al traverso. Ok, bisogna fare in fretta. Cami fissa la prua, io la poppa. Julia è blindata e al sicuro. Anche questa volta danni zero.. Qui veniamo al punto. Non ho mai sbagliato un ormeggio. Non lo dico con arroganza, lo dico con sicurezza (complice il fatto forse di avere sempre una soglia di attenzione molto alta). Eppure ogni volta, ogni nuovo ormeggio è come se fosse il primo. Dimentichi di quella volta in cui avevi 30 nodi al traverso, non 20, e tutto andò bene lo stesso. Dimentichi tutto, la statistica sparisce. Ogni ormeggio è come il primo. Forse è proprio per questo “non prendere le cose sotto gamba” che per fortuna non dobbiamo leccarci le ferite dopo ogni operazione delicata. A.