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Aboard the Ranieri Sauvage 24 Côte d’Azur, and here’s the truth: this boat is a small but brilliant surprise.Reactive, precise, with a hull that slices through the waves just right.The 225 hp Mercury pushes with confidence, yet everything stays perfectly under control.Comfort, stability, and that unmistakable Ranieri touch. At the helm in this video: our journalist Silvia Pretto.Stay tuned — the full test is coming soon on The Boat Show. @ranieriboats @silvia_pretto . #Ranieri #Ranieriboats #Sauvage24 #CotedAzur #Mercury225 #BoatTest #SeaTrial #TheBoatShow #BoatReview #RIBLife #BoatingLifestyle #MediterraneanVibes #Powerboat #NauticalLife #MadeInItaly Boats
Designed with socialising at its core, the layout offers an easy transition from cockpit, through saloon and to the galley allowing the conversation and hospitality to flow between all aboard. For overnight and weekend stays dual cabins offer comfortable sleeping quarters for 4 adults with the additional option of a drop down dining table for extra last minute guests. Disclaimer: All specifications in this presentation are provided for information only and particulars herein are obtained from sources believed to be correct, but not guaranteed. Buyers should satisfy themselves with respect to accuracy. To find out more or to talk to one of our Yacht Sales Executives, visit www.alexandermarineaust.com.au or call +61 (0)7 5618 0000.
Oggi ci avete fatto riflettere. Abbiamo letto un commento che segue l’onda di altri simili. Questa volta, però, ci fermiamo e ne parliamo. Molte persone ci domandano come sia possibile passare così tanto tempo insieme in così poco spazio. La risposta è molto semplice: così! Lo facciamo ormai da 4 anni. Ci siamo conosciuti alla vigilia di una pandemia mondiale che ci ha costretti a casa. A una convivenza precoce, che ci ha permesso di correre verso una conoscenza molto più profonda in pochissimo tempo. Abbiamo da subito delineato i nostri spazi negoziabili e non, come diceva Camilla ieri. Abbiamo compreso i punti di forza e di debolezza dell’altro. Ma soprattutto abbiamo imparato come funzionare insieme, capendo come non togliere ossigeno, ma alimentarlo. A volte dando, a volte togliendo. Tutto questo non ha bisogno di spazi fisici, se sono chiari quelli interiori. Non è una giornata lontani, distanti nello spazio, che permette di sgonfiare tensioni. È stando nella difficoltà, elaborando e lasciando il tempo all’altro di comprendere, rimanendo insieme, che fa la differenza. Con questo vogliamo dire che per noi vivere insieme a bordo non è che la normalità. Viviamo e lavoriamo insieme. Sappiamo ritagliarci i nostri spazi, ma non è il luogo che vincola. Il luogo può solo enfatizzare ciò che già di suo è covato dentro. Ma se dentro tutto funziona, allora non c’è problema, anzi!