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শর্টস সৃষ্টি
Le Capitaine 200 est souvent comparé au Yachtmaster, alors qu’on ne parle pas du tout de la même chose. Le Capitaine 200 est un brevet maritime français, qui permet de transporter des passagers contre rémunération, dans un cadre légal strict. On vous explique à quoi sert réellement le Capitaine 200, et pourquoi il correspond à un projet professionnel précis. Épisode 3 de la mini-série (partie 1) « Diplômes en mer : comprendre sans se tromper ». #oualaouti #capitaine200 #voile #navigation #metiersdelamer
Ever dreamt of anchoring in a secluded cove with a plush sunbed and room for your crew to unwind? Rate this watercraft from 1–5 stars and comment below! Ranieri Cayman 28 0 © Ranieri International Length: 28 ft (8.50 m) Beam: 9 ft 10 in (3.00 m) Draft: 2 ft 8 in (0.80 m) Displacement: approx. 1,500 kg Engine Options: Single outboard, 200–300 hp Top Speed: up to 50+ knots Fuel Capacity: \~300 L (79 gal) Price: approx. €60,000–95,000 Ever wanted a dayboat that balances racing heart with lounging comfort? The Cayman 28 0 pairs a sleek RIB build and a bold center console with ample seating, sundeck, and custom helm options. The extended beam gives it exceptional stability and deck space for lounging or watersports. With modern features like USB charging and optional hard-top arch, it’s designed for days that shift seamlessly from adrenaline to relaxation. #RanieriCayman280 #OpenRIB #SportCruiser #HarbourMasters
Siamo a Roseau, Dominica. Visitiamo questo paesino caratteristico e subito ci sentiamo avvolti dalla realtà locale a 360 gradi. Strade asfaltate, palazzi fatiscenti, anziani locali che assomigliano moltissimo a Bob Marley. Una volta ho letto che l’indice di salute di un luogo si misura dalla presenza di cani randagi. Qui è pieno, e guardandoci intorno è facile a trovare corrispondenze con Roseau. Ogni volta che visitiamo una cittadina dei Caraibi ci chiediamo di cosa vivano, se di turismo o di cos’altro. Immaginiamo un livello di povertà elevato (a suggerircelo la spazzatura per la strada, animali randagi, automobili degli anni 90, gli articoli nei negozi,…) e pensiamo a quelle persone nate qui, costrette a tollerare fiotte di turisti con i cappelli di paglia e la pelle bianca come il latte, come compromesso per racimolare qualche dollaro ogni giorno. Li guardo da lontano con curiosità e un po’ di timore. Vorrei dirgli che io sono diversa, che vorrei sentirmi parte di quella comunità per capirla fino in fondo, che vorrei sapere tutto sulla loro vita, tipo fa freddo di notte a luglio? Come funzionano le cose lí? Ci si sposa e si figlia o si figlia e ci si sposa? C’è una società patriarcale? Perché tutti tengono i capelli lunghi? Si beve il caffè in moka? Perché camminano tutti scalzi? Perché perché perché? Ma continuo a camminare, guardando con la coda dell’occhio angoli privati e assolutamente normali, proprio quelli che mi interessano di più. Questo viaggio serve proprio a questo d’altronde. Continuare a camminare. Osservare e camminare. Sperando un giorno o l’altro, di capirci qualcosa. Un po’ come la vita, no? Camilla