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Giorno 26 - EGADI Il ritorno dal paese, dopo cena, è stato tosto. Il motore del gommone ha deciso di abbandonarci a circa 2/3 miglia dall’arrivo e controvento. Quella sensazione da “siamo esausti, ma se ci fermiamo adesso perderemo tutta la strada fatta finora e verremo sospinti verso il mare aperto”. Un’ora di vita in cui cambiano le tue priorità in modo del tutto repentino. Mi rimarrà la cena sullo stomaco? E chi ci pensa più, quando smettere di remare equivale a dire perdersi nel mare nero? Il vento rinforza, le braccia bruciano, gli schizzi bagnano i vestiti. Ci si incita, poi si cerca di capire se stiamo guadagnando terreno o se siamo sempre fermi nello stesso punto. Poi lo sconforto. Stiamo arretrando? Gli scogli sono più lontani? Che stanchezza. Come possiamo remare con maggiore forza? Tutto è bene quel che finisce bene, perché alla fine il dream team ha vinto la resistenza del vento e siamo tornati sani e salvi in barca. Adesso ci aspetta una bella dormita, perché alle 6 di domattina andremo verso la marina di Marsala per una sosta tecnica di lavori. A domani! C.
Oggi parliamo di compromessi. Quelli presenti in ogni secondo delle nostre giornate, che possono chiamarsi negoziazione, patto, accordo o in qualsiasi modo vi venga in mente di nominarli. Facciamo compromessi con chiunque, figli, partner, venditori, amici, ecc, per varie ragioni. Ma soprattutto scendiamo a compromessi con noi stessi. Accettare un lavoro anche se ci ruba molto tempo, acquistare una casa anche se lontana dai nostri cari. Imparare ad accogliere un lato imperfetto del nostro partner. Ognuno di questi esempi ha delle motivazioni molto forti, che giustificano appunto il compromesso. Con noi la vita si comporta nello stesso modo, cosi ci ritroviamo a fare accordi con ogni aspetto della nostra vita. Ogni giorno telefono alla mia famiglia per partecipare da lontano alle loro vite. Cerco di essere presente a una vecchia nonna che si sente sola e aspetta che torniamo per darle la sicurezza della quotidianità. Compromessi. Come fai a imparare a gestirli? Come fai a sapere se sei sul binario giusto? È molto semplice. Te lo dice la pancia. Lei sa perfettamente se quel lavoro fa al caso tuo o se stai andando a logorarti lentamente. Lei lo sa. Imparare ad ascoltare è tutto un altro discorso, comunque. Ad ogni modo sento che la strada che noi stiamo percorrendo qui è importante e profonda. Svegliarmi senza la sveglia e trovare nella natura un conforto dallo stress è qualcosa di talmente potente che non so se riuscirei più a farne a meno. Camilla