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Kratke hlače Stvoriti
11 gennaio 2020 partenza della Cape2Rio. A bordo di Almagores 2 saranno 17 giorni di traversata, di regata, di avventure, di foto, di video. Ne ho fatto un diario che ora vi racconto 18 video dalla partenza a Cape Town all'arrivo a Rio. +13 Si apre un po il cielo malgrado ancora qualche groppi passeggeri più di pioggia che di vento. Si viaggia bene con gennaker in rotta a una media di 12 nodi. Dopo una cena con filetto al gorgonzola e patate al forno, il cielo ci regala un bellissimo tramonto con all’ultimo respiro, quando sparisce del tutto il sole nel mare, una bellissima luce verde. Il cielo si tinge poi di rosa, viola, arancione, che sembra un quadro impressionista. Ancora sotto il fascino dei colori vediamo piccoli delfini che saltano completamente fuori dell’acqua. Sembra che anche loro sono euforici del spettacolo di colori.
Ieri ci siamo lasciati con la promessa di fare chiarezza sui turni di notte. Bene. A differenza delle due traversate oceaniche, non abbiamo ragionato a coppie, ma a singolo individuo. Ognuno sta al timone 1h 30’. Poi la restante 1h 30’ resta fuori a disposizione di quello che viene dopo al timone. Dopo questa ora e mezza uno va a dormire e quello che è stato al timone prende io suo posto come eventuale aiuto. E così via per tutta la notte. Alla fine i turni sono da 3 ore e ne riposiamo 4 e mezzo. Non è male. La giornata di oggi si è sviluppata senza grandi eventi. Abbiamo navigato, chiacchierato, riposato, lavorato. Verso sera, passiamo accanto a una secca. Pensate che il fondale passa da 1500m a 16m. È praticamente una montagna sommersa. Solitamente le secche sono casa di pesciotti, così buttiamo le lenze in acqua e incrociamo le dita. Come immaginavamo, abbocca un tonno FORTISSIMO. Non ho mai fatto così fatica a tirare su un pesce. Saremo stati a tirare e mollare per più di 30 minuti. Alla fine abbiamo tirato su un tonno pinna gialla. Il peso? Non lo so, ma con un braccio solo non riuscivo a tenerlo alto. DISCLAIMER PESCA: mi piace pescare, Andre lo detesta. Entrambi amiamo gli animali e non ci piace spettacolarizzare la sofferenza o la morte. Il pesce che peschiamo lo mangiamo (anzi a volte lo mangio solo io) e tanti saluti. Non ci interessa pubblicare foto in posa, ma tenere traccia sul diario di bordo dell’evento. A domani! C.
La notte si prospetta complicata. Dopo un insperato evitamento del ventone previsto su predict wind, controllo le carte per l’ennesima volta. “Con la rotta che stiamo tenendo passeremo esattamente nella zona di attacco orche piu frequente.. dev’esserci un altro modo…” L’unico dato che avevamo era di raggiungere il prima possibile i 20m di batimetrica. Lì le orche sembra non si avvicinino alle barche. Guardo. Riguardo. Mi sembra di non trovar pace, finché.. Noto una lingua di bassi fondali davanti a Punta Trafalgar, tra Cadice e Barbate. Così l’illuminazione. Percorriamo 10 miglia più in alto e agganciamo quei bassi fondali che ci portano fino a riva. Da lì costeggiamo tutta la Spagna fino al porto di destinazione. In questa maniera non abbiamo visto orche. Forse una pinna, forse. Ma nulla di minaccioso. In compenso una quantità di delfini inaudita, quasi a rasserenarci che andrà tutto bene, che ci sono loro con noi. E così, quella che si preparava ad essere una giornata super ansiosa, è diventata una meraviglia per tutti noi a bordo☺️ Arrivano 30/35 sulla poppa di Julia in uscita dallo stretto che ci fanno volare verso la destinazione. Arriviamo. Ormeggiamo. Scendiamo a terra e realizziamo di essere in Europa. Primo passo e prima malinconia. Atlantico ci vedremo ancora! Andrea